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Deutz Italy si dedica al repowering di macchine operatrici ferroviarie

da xBJ1R439wX

DEUTZ Italy continua a siglare nuovi accordi di partnership con società operanti nel settore ferroviario, proprio lì dove i motori DEUTZ si stanno evolvendo con grande velocità. Lo scopo del progetto di “repowering delle macchine operatrici” garantito da DEUTZ, che vanta 115 anni di esperienza nel settore motori, permetterà di aggiornare i mezzi delle società ferroviarie, andando a installare motori di ultima generazione. E inoltre, dove possibile, anche sistemi full Electric.


Lo sviluppo di motori sempre più ecologici

In questi 10 anni, DEUTZ si è dedicata allo sviluppo di motori ecologicamente compatibili, al fine di poter ridurre le emissioni di sostanze inquinanti presenti nei gas di scarico (fino al 99%). Così si punta a rendere i motori sempre più in linea con le ferree normative introdotte proprio per il controllo delle emissioni. 

È sufficiente ricordare che attualmente, nell’UE, è in vigore la legislazione più restrittiva al mondo rispetto alla fase di controllo e verifica dello scarico dei motori diesel usati sulle macchine operatrici off-road (EU 2016/1628). 

Grazie agli investimenti, sia per la fase di ricerca che di sviluppo, è stato possibile trovare le migliori soluzioni tecniche e d’avanguardia per l’abbattimento delle emissioni. Ad oggi, il tema dei sistemi di propulsione ibrida è centrale non solo per il mercato automotive, ma anche per i cantieri, in agricoltura e nel settore ferroviario.

Un cambiamento radicale che ha portato a una serie di cambi di rotta fondamentali: nel 2017, per esempio, Deutz acquisisce Torqeedo, società specializzata nella progettazione e costruzione di sistemi elettrici e ibridi per le imbarcazioni.


Perché il settore ferroviario?

La motivazione principale che si cela dietro la scelta di seguire questa strada è legata soprattutto a un fattore economico. Per molte macchine operatrici ferroviarie, infatti, vi è una notevole convenienza economica nell’aggiornamento verso gli ultimi standard tecnologici, piuttosto che procedere all’acquisto di un nuovo mezzo. 

Uno dei più recenti lavori messi in atto è quello che ha portato alla sostituzione di un vecchissimo motore GM, con un nuovissimo Deutz TCD5.2L4 taratura 150 kW a 2200 RPM versione powerpack aspirante. Ecco qualche scatto dell’operazione:


La scelta di orientarsi verso il settore ferroviario non è casuale: per molti anni DEUTZ ha giocato un ruolo di rilievo come fornitore di motori diesel, partendo dalla sua gamma di motori da 2,2 a 18 litri di cilindrata. A sorprendere gli addetti ai lavori è sempre stata l’elevata affidabilità e la presenza capillare di centri assistenza sul territorio, non solo italiano ma anche su scala mondiale. 

In questo modo tutte quelle società che utilizzano macchine dotate di motori DEUTZ hanno sempre potuto contare su un ottimo servizio di assistenza e supporto, anche per merito dell’alta produttività. Riuscire a produrre soluzioni versatili e personalizzate rende così più pratica l’installazione dei motori che diventano di anno in anno più complessi.

Per qualsiasi installazione, grazie al supporto di personale qualificato, è possibile trovare il motore più appropriato, seguito dall’allestimento e dalla corretta installazione ad hoc per rendere valida ed efficace ogni macchina.


La rimotorizzazione come progetto valido per un futuro sempre più sostenibile

In media, una macchina operatrice ferroviaria ha una durata operativa lunga, si parla di una trentina di anni, e riuscire a mantenerla aggiornata richiede l’ottimizzazione di ogni operazione. Anche in termini di rispetto delle normative. I vecchi motori hanno un alto livello di inquinamento rispetto a quelli che sono descritti attraverso le regole e le normative entrate in vigore in tempi più recenti.

La rimotorizzazione è quindi un modo interessante per risparmiare, ma anche per sfruttare al massimo la potenza di motori operativi, sicuri e con emissioni inquinanti basse o addirittura nulle. Si tratta di un passaggio chiave, soprattutto per garantire la massima tutela per il personale operante nei cantieri ferroviari.

Un lavoro iniziato 115 anni fa e destinato ad aggiornarsi verso un futuro green.


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